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Giovedì, 22. Febbraio 2007

freddo
di unseeliepg, 09:48



FREDDO

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COLD di Unseelie - rate: PG - Angst / General - Snape and his life as a spy. FREDDO - Traduzione di Cuccussette e Laura Antonini - Snape, una notte nei suoi alloggi. Per tutti. Nota i pensieri di Snape in corsivo sono aggiunti da Laura, per facilitare la comprensione.
Leggi l'Originale a : http://www.fanfiction.net/read.php?storyid=1059993


'Sono nelle mie stanze. Sono consapevole di esser seduto qui, sulla nuda pietra davanti al camino spento, da parecchio tempo. Un freddo terribile è penetrato nella mia carne, sento le ossa premermi addosso, o forse è a pietra che mi schiaccia? Stiamo propagando gelo, il castello offre il profondo immobile gelo dei posti vuoti e antichi posti sotto terra, la mia carne e gli abiti trasudano il freddo pungente delle piogge portate dal vento, e l'aria fredda della sera. Strano, non o è: il freddo dovrebbe essere freddo, una parola, un significato, Apparentemente, sarei diventato abituato a distinguere i più sottili gradi di sofferenza. Sarei più che meravigliato, se non fosse successo così, cercando di inchinarmi parecchio in deferente omaggio all'humor della situazione, ho appena scoperto quanto il collo è diventato rigido.'

'Sto ancora pensando.'

'Non mi ero promesso di smettere?'

'Ah, ecco cosa stavo facendo. Sul pavimento. Tranquillo. Gelido. Non è poi così male, considerando tutte le possibili opportunità.'

'Ah, cosa che non faccio. Potrei semplicemente sedere, per un altro poco, e non prendere la cosa in considerazione affatto.'

...

Qualche tempo dopo che Severus Snape aveva formulato quel pensiero della staffa, almeno esteriormente, gli elfi domestici entrarono silenziosi nella sua camera, e con passi leggeri e parole non dette, completarono quelli che erano i compiti ordinari di ogni primo mattino nei vari quartieri della scuola. Tazze, fiale, avanzi non toccati del dopo cena, vestiti da pulire o lavare e altri oggetti che necessitavano di attenzione furono prelevati. Il letto a baldacchino, chiuso e ancora rifatto, venne rivoltato per invitare, e uno scaldino appena colmato fu posto tra le coperte ( gli imp luccicanti contenuti nell'arnese sbatterono piume asciutte e calde e sibilarono per lamentarsi di dover agitarsi per qualche istante, prima di raggomitolarsi, rassegnati, e dormire spandendo un dolce tepore). Tutte queste faccende domestiche vennero compiute rapidamente, con efficienza, e presto un solo elfo domestico rimase, guardando l' abitante umano con riguardo e curiosità.



Il Professor Snape era seduto per terra, una gamba distesa, l'altra piegata. Il suo torso era piegato parecchio in avanti, apparentemente impedito nel crollare in avanti dal caso fortuito di sedere sul proprio mantello, che era fastidiosamente chiuso al collo e abbottonato su entrambe le spalle. Braccia flosce, testa ciondoloni, il Professor Snape appariva agli occhi dell'elfo domestico come un sovradimensionato, giocattolo per bambini scartato senza cura; o una marionetta lasciata cadere all'improvviso durante la recita dal suo burattinaio; o una bambola abbandonata appena il gioco della festa da the era stato interrotto da qualcosa di più importante, vero the, chiamata degli amici, lezione. L'elfo domestico aveva messo via così tanti giocattoli nei suoi primi impieghi, e di tanto in tanto, da quando era venuto a Hogwarts come servitore, aveva visto parecchi libri lasciati in un simile stato, ma… Ma i libri non assomigliavano ai giocattoli persi, abbandonati, e non gli avevano ispirato così tanta malinconia e pensieri compassionevoli. Così lo guardò per qualche istante, e solo quando la mano pallida dell'uomo si contrasse lievemente, si ricordò di agire. "Signore?... Signor Professore?" Parlò piano, dovendo per necessità disturbare l'uomo, apparentemente addormentato, per compiere il suo dovere, senza voler però provocare allarme. "Professore, sarebbe più… più comodo se dormissi nel letto. Signore?"
L'elfo domestico si avvicinò, e toccò leggermente la manica della veste di Snape, dove i bottoni passavano sul polso in una linea ordinata e retta. "Signor Professore." Sussurrò, e premette di nuovo la manica, attendendo risposta.
La testa di Snape sobbalzò appena, i capelli scuri ondeggiarono lievi, e il polso toccato si rovesciò e fu trascinato più vicino al corpo. Dopo un istante, Snape inspirò profondmente, e espirando raddrizzò la schiena, sollevando la testa mentre la scuoteva dolcemente, guardando il soffitto attraverso i capelli spartiti che rivelavano il suo volto.
Gli occhi di Snape, scuri e profondi, apparivano molto stanchi, le sopracciglia erano incolori e gonfie, sottolineate da lividi. Guardando quegli occhi, così come erano mostrati da dietro i trascuarti capelli lunghi. L'elfo domestico immediatamente si rammaricò di aver destato il professore, disturbando il suo sonno, tanto scomodo quanto assai necessario per l'uomo.
"Freddo." Una parola, detta piano, e poi Snape battè le palpebre lento e abbassò la testa per guardare l'elfo domestico che lottava per una risposta."Vi andrebbe, Signore... potrebbe… Se al Professore interessa… qualcosa da bere prima di andare a letto?" Cercò di riproporre l'offerta, ma si azzittì mentre gli occhi scuri continuavano a contemplarlo. "Sì, per favore, ti ringrazio," disse lento Snaoe, e si alzò cauto. Le sue membra si lamentarono quando le costrinse a muoversi, articolazioni e muscoli riempiti di freddo gemettero con piccoli dolori, i piccoli dolori richiamarono i fantasmi di dolori più grossi e i dolori più grossi iniziarono a farsi sentire, e Snape fece finta di ignorare l'intero coro di sensazioni. Si piegò su una sedia vicina per stare in equilibrio mentre cercava di togliere il mantello con una mano, le dita trovavano ostacolo con i bottoni sulle spalle. L'elfo domestico si avvicinò con un bicchiere di cherry, versato pieno, su un piccolo carrello. Snape abbandonò lo sforzo di togliere il mantello, e rimase con i bottoni allacciati ametà nelle asole; prese in mano il bicchiere. Mentre beveva a sorsi, cercando di obbligare il collo rigido a piegarsi verso il bicchiere troppo colmo, l'elfo domestico si occupò del mantello, e lo accompagnò a sedere sulla sedia. Essendo tirato con delicatezza, Snape trovò difficile bere, ma scoprì di non avere energia per riuscire a ribellarsi.
"Tutto, è troppo difficile."

L'elfo domestico esitò per un istante, ascoltando le parole dette con tono morbido, e chiedendosi come rispondere. Snape non disse altro, posò il bicchiere da perte e si alzò, andò al letto a baldacchino. Mentre toglieva gli abiti di lana nera, lottando lento con ciascun bottone, l'elfo domestico raccolse lo scaldino e lo portò via insieme al bicchiere messo via, e lui stesso se ne uscì dalla stanza.

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